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LA MASCOTTE e LA STORIA DELL'ORSETTO TIN

La nostra mascotte, l'orsetto TIN, arriva da una dolce e simpatica storia scritta da Kosmè De Maria, Presidente e fondatrice di NEO-N, in occasione della nascita della figlia Medea...leggila qui sotto!
Curiosità
La storia dell'orsetto Tin è diventata un libro illustrato vincitore del Premio speciale Rita Levi Montalcini per la divulgazione scientfica - Concorso Internazionale "LA DAMA CASTELLANA RACCONTA", città di Conegliano.

TREDIECI EDITRICE - ILLUSTRAZIONI DI ANTONIETTA DE PAOLI - STORIA SCITTA DA KOSME' DE MARIA
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L'orsetto Tin e l'albero di vetro
Vivevano una volta in un Bosco Incantato una coppia di giovani orsi buoni e gentili. Tutte le creature della foresta volevano loro tanto bene ed erano amati e protetti anche dalle fate e dagli gnomi che popolavano quel magico luogo.

Un giorno i due orsi annunciarono ai loro amici che aspettavano un cucciolo e nel Bosco Incantato ci fu una grande festa a cui parteciparono tutti quanti: uccellini, lupi, volpi, scoiattoli, cervi e le famiglie delle fate e degli gnomi al gran completo!
La festa durò tre giorni durante i quali ogni invitato portava un dono speciale in onore del nascituro.

Gli uccellini offrirono un’ampolla in cui erano racchiuse tutte le note musicali affinché il piccolo potesse essere, una volta venuto al mondo, un grande cantante e allietare con la sua voce la vita di tutti gli abitanti della foresta.

I lupi portarono uno scrigno che conteneva il dono della forza, le volpi in una scatola dorata quello della furbizia, gli scoiattoli in un cubo di legno quello dell’ingegno e i cervi in un corno d’osso il dono dell’agilità.

I due orsi erano commossi da tanta generosità, ma mancavano ancora i regali delle fate e degli gnomi.

Improvvisamente il cielo diventò cupo e un terribile temporale si scatenò sul bosco costringendo tutti quanti a tornare ai loro rifugi. Le fate e gli gnomi, che non erano riusciti a consegnare il loro omaggio promisero che, non appena la luce fosse spuntata tra i rami degli alberi sarebbero corsi a consegnare il loro dono. Purtroppo però il sole non si fece vedere per molti mesi.

Intanto mamma e papà orso stavano rintanati nella loro comoda e calda caverna osservando, giorno dopo giorno, come la pancia di mamma orsa diventasse sempre più grande... Il loro cucciolo stava crescendo.

Un giorno mamma orsa confidò al suo sposo di aver fatto un sogno molto strano: "Caro, ieri notte ho sognato il nostro piccolo che mi diceva di avere troppa voglia di conoscere il mondo e che verrà a trovarci prima di quanto immaginiamo, cosa significa secondo te?!".
"Cara, non ti preoccupare è stato solo un sogno, riposati tranquilla", rispose papà orso.

Per altre due notti mamma orsa fece lo stesso sogno. La giovane coppia così decise di chiedere aiuto alle fate per avere un consiglio su quanto stesse accadendo. Le fatine corsero subito dai due spiegando che il piccolo orso era fermamente deciso a venire alla luce prima del tempo previsto…
Ma occorreva preparare tutto il necessario! Così volarono a chiedere la collaborazione degli gnomi e per sette giorni e sette notti non si fecero più vedere.
Mamma e papà orso erano alquanto preoccupati, ciò che stava succedendo loro non era un evento "normale" e soprattutto non avevano più avuto notizie dai loro magici amici.

La mattina dell’ottavo giorno si presentarono all’entrata della caverna la regina delle fate Serene e il re degli gnomi Gogan annunciando che un regalo particolare li aspettava fuori dalla tana.
Quando uscirono a vedere di che cosa si trattasse rimasero senza parole. Il re degli gnomi parlò per primo: "Cari amici miei, senza dubbio non potete immaginare che cosa sia ciò che state osservando, noi e le fate ci abbiamo ragionato e lavorato per molto tempo prima di consegnarvelo".

La regina continuò: "Questo è un albero natale, costruito interamente di vetro che conterrà e proteggerà il vostro cucciolo fino a quando non sarà grande abbastanza".
"Un albero natale?!" rispose mamma orsa stupefatta. "Dovrei mettere il mio piccolino al suo interno? Come mai? Lo so che nascerà prima ma non basterà che io lo tenga stretto tra le mie zampe?".
"Cara, per il tuo orsetto saranno necessarie entrambe le cose, sia il vostro affetto sia un riparo sicuro in cui poter crescere caldo e protetto", le rispose Serene.

L’albero era bellissimo e al suo interno vi era un piccolo nido ricoperto di caldo cotone dove sarebbe stato riposto il cucciolo. I rami si protraevano alti nel cielo per lasciar passare la luce, inoltre all’estremità di ogni ramo era legato con un nastro rosso un campanello dorato.
"Questo albero vivrà insieme al vostro piccolo, lo aiuterà, lo proteggerà e lo scalderà. Potrete sapere in ogni momento come starà poiché lo vedrete attraverso il vetro e lo accarezzerete grazie a un foro nel tronco. Quei campanellini che vedete attaccati ai rami suoneranno seguendo il ritmo del cuore del vostro piccolo e avrete la possibilità di ascoltarlo giorno e notte ed essere sicuri che tutto stia andando bene. Noi, gli gnomi e tutte le creature magiche del Bosco Incantato veglieremo sempre su lui", spiegò con calma Serene.

Mamma e papà orso, nonostante avessero cieca fiducia nei confronti dei loro amici, avevano difficoltà ad accettare quel dono. Le fate e gli gnomi allora li presero dolcemente per le zampe e li accompagnarono ad osservare da vicino quello strano albero spiegando loro come sarebbe stato utilizzato.
I musi dei due orsi cominciarono a cambiare espressione, ora erano rassicurati e si sentivano molto più tranquilli e anche il sole finalmente era tornato a risplendere sul Bosco Incantato.

Dopo qualche giorno mamma orsa sentì che era giunto il momento.
Il piccolo stava venendo alla luce; aiutata da papà orso e dalle fate partorì. Immediatamente il minuscolo neonato venne riposto con molta cura all’interno dell’albero natale. Tutti gli abitanti della foresta seppero subito che l’orsetto era nato poiché i campanelli dell’albero iniziarono a tintinnare dolcemente.

Quando mamma e papà orso si avvicinarono per osservare loro figlio ne rimasero subito innamorati e inteneriti.
Era il cucciolo più piccolo che si fosse mai visto ma perfetto in ogni suo particolare. I due non riuscivano a distogliere lo sguardo da quella meraviglia e passarono tutti i giorni accovacciati ai piedi del grande albero di vetro.
Intanto le fate, gli gnomi e tutte le creature magiche della foresta andavano avanti e indietro freneticamente per controllare lo stato di salute del piccolo e dei suoi genitori.
Il cucciolo godeva di ottima salute e i campanelli ne erano la prova tanto che mamma e papà orso decisero di chiamare il loro piccolo Tin.

Un giorno Serene e Gogan consigliarono a mamma orsa di prendere il piccolo e di tenerlo stretto a sé per un po’ di tempo per fargli sentire il suo calore, il suo odore e il suo amore. L’orsa era al settimo cielo, subito prese Tin tra le zampe e lo cullò dolcemente, nulla avrebbe potuto rendere entrambi più felici.

Nei giorni seguenti Tin uscì spesso e in seguito anche il suo papà. Una mattina i due orsi si svegliarono di soprassalto…
Il tintinnio dei campanelli si era interrotto.
Subito pensarono al peggio e corsero verso l’albero a vedere cosa fosse successo. Si accorsero che questo era scomparso, al suo posto adagiato su una morbida culla di paglia, c’era Tin tranquillo che dormiva.

Mamma e papà orso si commossero, il loro piccolo ce l’aveva fatta, era cresciuto! Dopo poco sopraggiunsero Serene e Gogan che spiegarono che Tin era stato forte ed era fuori pericolo, da quel momento in poi sarebbe stato un orsetto uguale a tutti gli altri.
In realtà Tin non fu mai un orsetto "normale" poiché, grazie ai doni ricevuti dalle creature del bosco, divenne ben presto l’animale più intelligente e coraggioso del Bosco Incantato.
Con grande gioia di mamma e papà il cucciolo infatti diventava sempre più grande e saggio e la differenza con gli altri orsi della sua età cominciò pian piano a svanire.

Solo una cosa spaventava mamma e papà orso: l’incredibile voglia di conoscenza che aveva il loro piccolo e che a volte lo portava ad allontanarsi dalla caverna. Tin infatti non stava mai fermo, andava in giro continuamente, aveva un’incredibile voglia di conoscere il mondo.
Un giorno, nei suoi soliti “cammini della scoperta“ come era solito chiamarli, Tin si imbatté in una strana costruzione di cemento di un colore bianco vivo. Questo strano edificio aveva molte finestre. Tin incuriosito si avvicinò a una di quelle finestre che si trovava al pian terreno e guardò all’interno.
Vide delle strane scatole di vetro che contenevano dei bambini piccoli piccoli che sembravano quasi delle bambole. Accanto a uno di quei piccini c’erano degli strani esseri umani con lunghe vesti bianche. Tin sentì uno di loro che diceva: "Mattia non è cresciuto tanto in questi giorni, ha perso peso dobbiamo tenerlo sotto controllo, ora però fai entrare pure i suoi genitori".

L’orso si incuriosì talmente tanto che si alzò su due zampe per vedere meglio.
Nella stanza entrarono la mamma e il papà di quel minuscolo bambino che aprirono la scatola di vetro, come fosse un enorme regalo da scartare, e presero il bambino tra le loro braccia baciandolo e coccolandolo. I genitori stettero molto tempo vicino a lui fino a sera inoltrata poi con grande tristezza la mamma disse: "Piccolo mio, ti dobbiamo lasciare nuovamente ma la mamma e il papà ti pensano sempre".
Riposero poi teneramente il loro piccolino nella scatola di vetro e si allontanarono con le lacrime agli occhi.

Tin sentì quella mamma che continuava a piangere poiché non voleva assolutamente lasciare suo figlio da solo, ma non poteva fare diversamente.
L’orsetto allora decise che sarebbe stato lui a fare compagnia a quel cucciolo d’uomo.
Subito chiamò la regina delle fate, sua madrina, e le disse: "Serene salutami tanto la mia mamma e il mio papà, dì loro che gli vorrò per sempre bene ma io sento che devo stare vicino a quel piccolo… Ha bisogno di me! Come posso fare? Aiutami tu!"
La fata capì l’importanza del desiderio di Tin e con una magia trasformò l’orso in un tenero peluche e lo depose dentro la scatola di vetro insieme al neonato.

Da quel momento Mattia non fu più solo, Tin era con lui e la sua salute migliorò miracolosamente, tanto che dopo poche settimane fu dimesso e tornò a casa con mamma e papà.
Il bambino non abbandonò mai l’ orsetto Tin che da quella notte fu il suo angelo custode.
"Dedicata alla mia piccola Medea e a tutti i bambini nati prematuri, affinchè il ricordo dei loro primi giorni di vita possa essere una splendida favola."
--- Mamma Kosmè ---
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